domenica 25 marzo 2012

Gnocchi di Liso

Se ancora non si fosse capito, ho una grande passione e un grande palato per la cucina orientale, per quella cinese e giapponese, in particolare, che rivisito a mio piacimento. Diciamo che mi si potrebbe definire una "buona bacchetta", al posto della tipica forchetta nostrana, anche se non disdegno, in realtà, alcun tipo di cibo di qualsiasi tradizione culinaria!


Quando vado al ristorante cinese, non manco mai di prendere gli gnocchi di riso, perché mi è sempre piaciuta l'idea di uno gnocco "schiacciato" e che abbia le stesse dimensioni del resto degli ingredienti che compongono il piatto.
Ciò che mi ha sempre trascinata dal cinese, ma, in generale in qualsiasi ristorante, di qualsiasi nazionalità, è stata l'idea della "non riproducibilità" casalinga dei piatti serviti, ma, questa cosa qui, mica m'è mai piaciuta. Così, mi sono sempre adoperata per mettermi in cucina con gli stessi ingredienti che formavano i piatti che mi piacevano e potevo mangiare solo fuori di casa.
Per gli gnocchi di riso mi sono sempre mancati gli gnocchi (e dici niente!), finché non sono andata a scovarli direttamente nella Chinatown meneghina, in un supermercato che vende prodotti tipici nipponici, cinesi e thailandesi.


Ingredienti per cucinare FINALMENTE gli gnocchi di riso in dosi che possano deliziare almeno 4 persone con uno stomaco allenato a fare il bis:

1 porro
2 zucchine
3 carote
150 gr. di funghi champignon
bambù
alga secca (se volete. E, se volete, ricordatevi di metterla in ammollo)
4 manciate di gnocchi di riso secchi
olio QB
salsa di soia QB
zenzero grattuggiato, a piacimento
Se volete mangiare gli gnocchi di riso, dovete saperlo almeno con 12-14 ore di anticipo. La voglia vi deve venire e deve essere così forte, da spingervi a mettere gli gnocchi di riso secchi in ammollo per almeno 12 ore. 
Se al termine di questa mezza giornata d'attesa, la voglia è ancora tanta, buon per voi: non avrete sprecato del cibo inutilmente e potrete accingervi a preparare questo veloce piatto cinese, che ripagherà lautamente dell'attesa.



Velocemente spiego l'esecuzione, in cinque semplicissime mosse. 

Step 1: riducete tutti gli ingredienti alle dimensioni degli gnocchi 
e fateli saltare in padella a fuoco vivace con un po' d'olio. 

Step 2: aggiungete gli gnocchi.

Step 3: mescolate e fate saltare ancora, 
aggiungendo la salsa di soia e lo zenzero, se vi ci piace.

Step 4: l'ultimo salto è nel piatto.
Step 5: mangiate gli gnocchi di liso.

I fans di Babau



Metti che hai un sacco di funghi da far fuori. Un sacco di funghi che arrivano dalla Romania. Spacciati come prodotto tipico romeno e regalati al tuo consorte da un suo paziente. Metti che tutti questi funghi ce li hai tu, nella tua dispensa, perchè al tuo consorte, i funghi, proprio non piacciono. Ecco, allora hai un sacco di funghi secchi romeni da far fuori.



Ingredienti per far fuori i funghi che Babau ha riportato direttamente dalla Romania:
(Ingredienti per 2 persone, ma, se avete bisogno di far fuori un'infinità di funghi, come la sottoscritta, potete anche moltiplicare le dosi all'infinito)

1 scalogno
1 carota
5 foglie di verza
1 manciata di funghi secchi (ricordiamolo, prodotto tipico della Romania)
14 code di mazzancolle
80 gr. di spaghetti di soia
olio QB
salsa di soia QB


Per riuscire nell'epica impresa di smaltire i chili di funghi migrati dalla Romania, ho tagliato grossolanamente lo scalogno e l'ho messo a soffriggere nel wok con un po' di olio. Ho aggiunto la carota e le verze tagliate a julienne e le ho fatte appassire nel wok, a fuoco basso. Ho messo per 10 minuti i funghi romeni in acqua calda, cosicchè si ammorbidissero. Una volta ammorbiditi, li ho scolati e tagliati e messi nel wok insieme al resto degli ingredienti.

A parte ho sgusciato le code di mazzancolle e le ho incise longitudinalmente sul dorso. Il motivo di questa abitudine barbara sta tutto nell'effetto a fiocco che poi il gambero assume, una volta cotto: si attorciglia su se stesso e si apre, proprio come un fiocco, dando questo carinissimo effetto estetico.

Ho aggiunto, alla fine, gli spaghetti di soia, precedentemente ammorbiditi per 2 minuti in acqua calda.

Condito il tutto con una pioggia di salsa di soia, mescolato  e saltato a fuoco vivo nel wok.

Impiattato e mangiato, ringraziando Babau per l'ottimo pranzo e i funghi saporitissimi. Talmente saporiti che questo piatto porta il suo nome, ma quasi nulla della tradizione culinaria romena!

domenica 11 marzo 2012

4 VASETTI


Il consorte per Natale mi ha fatto un regalo azzeccatissimo, che stuzzica in mille sfumature la mia voglia di giocare in cucina e la mia inspiegabile mania per le cose piccole e in vetro. Mi ha regalato 4 vasetti di spezie, di cui si sa di per certo che uno contiene della paprika, un altro del curry e gli altri due un miscuglio imprecisato di Africa ed Alzheimer.
La banalità mi ha spinta, nel mistero della natura delle spezie, ad usarle tutte, quasi più o meno a caso, insieme ad una serie di ingredienti, afferrati ad occhi chiusi dal frigorifero, giusto per continuare a lasciar fare al caso.
Così, decido di chiamare questo piatto, semplicemente i 4 vasetti, con la morale che è sempre molto difficile sapere cosa si nasconda dietro ad un'apparenza, ma talvolta puoi lasciare insoddisfatta la voglia di verità, perché non sempre importa dare un nome alle cose, quando sai che puoi mangiarle e ti piacciono pure.


Ingredienti misteriosi per un piatto misterioso per due persone:


4 spezie, di cui due sicuramente riconosciute come curry e paprika
1 bicchiere di couscous
1 carota
1/4-1/2 porro
3 fettine di petto di pollo (anche tacchino, ma anche manzo...)
Olio e sale QB

Versate dell'olio in un wok e soffriggetevi la carota, tagliata a dadini, ed il porro, del quale avrete fatto un trito.
Tagliate a dadini anche il petto di pollo e mettetelo a rosolare nel wok, insieme alla carota ed al porro. Ora sarà vostro preciso impegno improvvisarvi pittori di spezie, versando a spanne, lasciando nevicare senza nessuna pietà, le spezie che avete raccolto per la cucina, non dimenticandovi che fondamentale risulta il curry (il che non vuol dire che dovete versarcelo tutto). Lasciatevi guidare dagli odori che si sprigioneranno da quel wok e giocate come volete con le spezie, ricordandovi comunque di mettere il sale!

A parte preparate il couscous, seguendo la ricetta che trovate sulla confezione (talvolta le diverse confezioni forniscono ricette leggermente differenti).
Io solitamente per un bicchiere di couscous porto ad ebollizione un bicchiere di acqua, quindi spengo il fuoco e verso il couscous, aggiungendo un filo d'olio e mescolando. Lascio poi riposare qualche minuto, lasciando il tempo al couscous di assorbire tutta l'acqua, poi con un cucchiaio di legno, delicatamente smuovo il tutto, per evitare grumi e dividere bene i grani.

Un modo più carino, ma più lungo, per cucinare il couscous è al vapore. Se avete dai 50 minuti all'ora e mezza di tempo da perdere, potete provarci con dei risultati squisiti e salutari. Spianate il couscous in un piatto, salandovi e bagnandolo leggermente con qualche goccia d'acqua. Lavoratelo con le mani, per mischiarlo bene ed evitare che si formino i grumi, poi adagiatelo nel cestello di bambù, ricoprendone prima il ripiano con della carta da forno. Attendete con pazienza la cottura e ricordatevi che in questo caso, il couscous non ricresce, perchè non assorbe nemmeno una goccia d'acqua, per cui, caso mai, abbondate un po' con le normali dosi.

Cotti il couscous ed il condimento misterioso ai 4 vasetti, impiattate e servite.




Ho cucinato come contorno, delle taccole al sugo. Le ho precedentemente lessate, poi passate in padella con un po' di salsa di pomodoro ed uno spicchio di aglio. 
Potete usare il contorno che volete, così da aggiungere altro mistero, a condire questo piatto!

TORTA ILLICA


Lo scorso weekend, il consorte ed io, ci siamo concessi un po' di relax in una medieval-termale gita fuori porta nell'aldilà. Abbiamo macinato un centinaio di chilometri per giungere nella verde e un po' retrò terra romagnola, ospiti nel bed&breakfast Podere Palazzo Illica, "edificio secentesco, a pianta rettangolare in laterizio e pietre arenarie, nell’800 trasformato in villa, che fu di proprietà della famiglia di Luigi Illica, noto librettista di Puccini e Verdi, da cui prese il nome". 
Ogni stanza trasudava una storia, ogni stanza lasciata come allora. Abbiamo alloggiato affianco alla camera da letto del fu signor illustrissimo Illica, non occupata e quindi con la porta aperta, in modo tale che quando ci passavi davanti per andare in bagno - in comune, data l'impossibilità a restaurare un posto simile, fornendo bagni privati per ogni stanza - potevi scorgere con la coda dell'occhio il fantasma del Sig. Illica coi suoi libretti, intonare una mazurka, anticipando di un secolo il successone, poi attribuito ai polacchi.
La Signora Illica, molto probabilmente discendente diretta del librettista o magari anche no, cucinava, per colazione, delle torte meravigliose. Una in particolare ha colpito i nostri palati e, alla fine del soggiorno, mi son portata a casa la ricetta segreta di una favolosa torta di ricotta, ribattezzata poi Torta Illica, in onore del luogo, del weekend, dei gatti, delle doppie chiavi, dei morti, dell'arredamento, degli effetti personali degli abitanti del podere, ancora racchiusi nell'armadio e nella cassettiera in stile "primi anni '50" in caldo color mogano della nostra stanza.

Bando al soprannaturale, per cucinare una favolosa torta di ricotta, sproporzionata in favore della ricotta, gli ingredienti sono:

500 g di ricotta
100 g di burro
6 cucchiai di farina
6 cucchiai di zucchero
4 uova
1 bustina di lievito

Dividete gli albumi dai tuorli e montate gli albumi a neve.
Impastate insieme tutti gli ingredienti e poi unitevi la nevicata di albumi.
Infornate a 180°C, ventilato, per un tempo sufficiente a far dorare la vostra torta.
Quando dorata, è pronta per essere gustata.

Ricordatevi di cantare due o tre versi di mazurka (decidete voi quale versione) per onorare i morti, prima di addentare questa calorica delizia.



VARIANTE SCANNESE
Tornata a casa, ho spifferato la ricetta a mia madre, la quale, con saggezza culinaria, mi svela la variante di Scanno, "perchè, sai, una volta l'ho assaggiata ed era così soffice e delicata, che mi son fatta dare la ricetta".
Per amore di varietà e di palato, ecco a voi una torta che ben si accompagna a caffè e latte, per rendere i risvegli dei pendolari meno traumatici e prepararli meglio ad affrontare la giungla metropolitana.
Ciò che varia sono le dosi, che vedono stavolta la ricotta semplicemente a parimerito con gli altri ingredienti, garantendo una miglior lievitazione del dolce ed una sua più lunga conservazione.

300 g di zucchero
300 g di farina
300 g di ricotta
5 uova

1/2 bicchiere di olio
1 bustina di lievito

Consiglio vivamente di montare gli albumi a neve, che è sempre un gran divertimento ed un appetitoso risultato!