Lo scorso weekend, il consorte ed io, ci siamo concessi un po' di relax in una medieval-termale gita fuori porta nell'aldilà. Abbiamo macinato un centinaio di chilometri per giungere nella verde e un po' retrò terra romagnola, ospiti nel bed&breakfast Podere Palazzo Illica, "edificio secentesco, a pianta rettangolare in laterizio e pietre arenarie, nell’800 trasformato in villa, che fu di proprietà della famiglia di Luigi Illica, noto librettista di Puccini e Verdi, da cui prese il nome".
Ogni stanza trasudava una storia, ogni stanza lasciata come allora. Abbiamo alloggiato affianco alla camera da letto del fu signor illustrissimo Illica, non occupata e quindi con la porta aperta, in modo tale che quando ci passavi davanti per andare in bagno - in comune, data l'impossibilità a restaurare un posto simile, fornendo bagni privati per ogni stanza - potevi scorgere con la coda dell'occhio il fantasma del Sig. Illica coi suoi libretti, intonare una mazurka, anticipando di un secolo il successone, poi attribuito ai polacchi.
La Signora Illica, molto probabilmente discendente diretta del librettista o magari anche no, cucinava, per colazione, delle torte meravigliose. Una in particolare ha colpito i nostri palati e, alla fine del soggiorno, mi son portata a casa la ricetta segreta di una favolosa torta di ricotta, ribattezzata poi Torta Illica, in onore del luogo, del weekend, dei gatti, delle doppie chiavi, dei morti, dell'arredamento, degli effetti personali degli abitanti del podere, ancora racchiusi nell'armadio e nella cassettiera in stile "primi anni '50" in caldo color mogano della nostra stanza.
Bando al soprannaturale, per cucinare una favolosa torta di ricotta, sproporzionata in favore della ricotta, gli ingredienti sono:
500 g di ricotta
100 g di burro
6 cucchiai di farina
6 cucchiai di zucchero
4 uova
1 bustina di lievito
Dividete gli albumi dai tuorli e montate gli albumi a neve.
Impastate insieme tutti gli ingredienti e poi unitevi la nevicata di albumi.
Infornate a 180°C, ventilato, per un tempo sufficiente a far dorare la vostra torta.
Quando dorata, è pronta per essere gustata.
Ricordatevi di cantare due o tre versi di mazurka (decidete voi quale versione) per onorare i morti, prima di addentare questa calorica delizia.
VARIANTE SCANNESE
Tornata a casa, ho spifferato la ricetta a mia madre, la quale, con saggezza culinaria, mi svela la variante di Scanno, "perchè, sai, una volta l'ho assaggiata ed era così soffice e delicata, che mi son fatta dare la ricetta".
Per amore di varietà e di palato, ecco a voi una torta che ben si accompagna a caffè e latte, per rendere i risvegli dei pendolari meno traumatici e prepararli meglio ad affrontare la giungla metropolitana.
Ciò che varia sono le dosi, che vedono stavolta la ricotta semplicemente a parimerito con gli altri ingredienti, garantendo una miglior lievitazione del dolce ed una sua più lunga conservazione.
300 g di zucchero
300 g di farina
300 g di ricotta
5 uova
1/2 bicchiere di olio
1 bustina di lievito
Consiglio vivamente di montare gli albumi a neve, che è sempre un gran divertimento ed un appetitoso risultato!



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